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Paragrafo 2 . La scienza della politica.

     
La  politica  l'insieme delle vicende e delle azioni degli uomini;
queste vicende, per poter essere sottoposte a una indagine di  tipo
scientifico,   devono  essere  "liberate"  da  due  elementi:   dal
carattere  accidentale degli avvenimenti e  da  una  loro  presunta
origine  all'interno di un progetto divino e provvidenziale.  Tutto
ci  che  accidentale e casuale e irripetibile, infatti, sfugge  a
una  conoscenza  che non sia immediata e soggettiva  e  quindi  non
riconducibile  a  leggi. Ugualmente ogni progetto  divino,  proprio
perch  tale,  trascende ogni possibilit di  conoscenza  da  parte
dell'uomo se non attraverso l'accettazione di una Verit rivelata.
     Pur non mettendo in dubbio l'origine divina dell'universo,  la
scienza moderna si fonda sulla possibilit per la ragione umana  di
conoscere   le   leggi  naturali  che  regolano  questo   universo.
Certamente per quasi tutti gli scienziati e i filosofi del Seicento
(e non solo del Seicento) anche le leggi naturali hanno una origine
divina:  ma,  una  volta  stabilite da  Dio,  acquistano  una  loro
autonomia, come se lo stesso Dio dovesse essere sottoposto ad  esse
e  rispettarle. Un Dio onnipotente pu in ogni momento  modificare,
ad  esempio, il moto degli astri, ma su questa possibilit  non  si
pu  costruire  alcuna scienza. L'onnipotenza divina  si  manifesta
proprio  nel  miracolo, cio nella "violazione"  eccezionale  delle
leggi naturali che, di norma, vengono rispettate anche da Dio.
     Quindi  sar possibile anche una scienza della politica,  cio
delle  azioni e delle vicende degli uomini, solo se si  individuano
le leggi naturali che regolano i rapporti interpersonali e sociali.
     In  questo contesto la ricerca di Hobbes e dei giusnaturalisti
risulta   legata   allo  spirito  del  secolo   della   Rivoluzione
scientifica  molto di pi di quanto possa apparire a  una  prima  e
superficiale osservazione.
     L'intreccio tra riflessione sugli strumenti della conoscenza e
formulazione di una teoria della politica, che abbiamo gi visto in
Hobbes,  si  ripropone nel pensiero di John Locke,  altro  filosofo
inglese, vissuto nella seconda met del diciassettesimo secolo.
